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Archivio Multimediale delle Memorie


Campi Flegrei: storie, memorie, previsioni scientifiche

16 giugno 2017 ore 10.00, Aula Pessina, Corso Umberto I, 40, Napoli

Un recente articolo apparso su Nature ha riproposto il problema della pericolosità vulcanica dei Campi Flegrei rinnovando l’allarme tra popolazione e istituzioni.
L’incontro, che vede tra i protagonisti l’autore del saggio, si propone di offrire una corretta comunicazione delle conoscenze scientifiche e insieme ripercorrere la storia delle crisi bradisismiche e delle loro conseguenze sociali a partire dal 1970 con l’evacuazione del Rione Terra. Si confronteranno approcci disciplinari diversi, dalla geofisica alla storia alla sociologia, con l’intento di dare una rappresentazione multidimensionale del fenomeno, costruire la strada per una ricerca interdisciplinare e nello stesso tempo fare opera di divulgazione presso un pubblico più vasto.
A partire dai racconti di rappresentanti istituzionali e abitanti di Pozzuoli che hanno vissuto le crisi del 1970 e del 1983, raccolte in questo sito, si passerà alle considerazioni sociali e scientifiche sulla percezione e sulle previsioni del rischio vulcanico. Chiuderà l’incontro un video sull’evacuazione del Rione Terra del 2 marzo 1970 con fotografie e riprese del tempo.

Scarica il programma




Memoriedalterritorio è un portale che si propone di raccogliere e diffondere le memorie individuali e collettive di eventi cruciali per la vita delle comunità e dei territori. Il progetto si concentra per ora su tre percorsi tematici: la guerra, i terremoti e le catastrofi, il bradisismo.
Sul tema della guerra le testimonianze si incentrano sull’esperienza della popolazione civile, stretta fra i bombardamenti alleati e le violenze naziste.
Sul tema dei terremoti in questa prima fase viene messo a fuoco il terremoto del 1980 in Campania e in Basilicata. Le testimonianze si snodano dai racconti degli abitanti delle comunità distrutte a quelli dei sindaci in carica nel 1980.
Il terzo percorso si incentra sul bradisismo, periodico abbassamento ed innalzamento lento della terra, che la città di Pozzuoli (NA) ricorda nelle sue due ultime manifestazioni, quella del 2 marzo 1970 e la più recente, che ha avuto il suo culmine il 4 ottobre 1983.
L’Archivio si propone come un’opera in continua evoluzione, aperta ai contributi di istituzioni e cittadini. Fondamentale sarà il contributo delle comunità locali, che pensiamo possano costituire i principali centri per la raccolta di materiali, con la prospettiva di trasformarsi in altrettanti poli museali. Saranno i cittadini stessi, in stretta interazione con i ricercatori, a costruire il loro museo della memoria: un museo senza particolari limiti di spazio e di estensione.

Memories from the territory is a portal aimed at gathering and spreading individual and collective memories about crucial events for communities and territories. For the time being the project focuses on three theme-based routes: war, earthquakes and catastrophes, bradyseism.
War testimonies concentrate on the experience of civilians, caught as they were between Allied bombings and Nazi violence.
At this early stage the survey on earthquakes is centered on the 1980 earthquake in Campania and Basilicata. Testimonies range from the stories told by the inhabitants of the destroyed communities to those of mayors in office in 1980. The third route includes testimonies on the bradyseism phenomenon consisting in the gradual and recurring uplift or descent of part of the Earth's surface. The town of Pozzuoli, in the Phlegraean Fields area, near to Naples, lived and recalls the bradyseism in its two last crisis - the first one on 2nd March 1970 and the second one, the most recent, which had its climax on 4th October 1983.
The Archive is intended as a work in progress, open to contributions by institutions and citizens. Cooperation from the local communities will be crucial. They could represent the main gathering point of testimonies and documents, with the perspective of becoming galleries of the memory. The citizens themselves could be the ones to build, in close interaction with researchers, their memorial museum: a museum with no restrictions of space and size.